Silhouette, azienda austriaca leader mondiale nel mercato degli occhiali di alta gamma senza montatura, ha realizzato con Callegari & Martini Avvocati una vincente attività di enforcement dei propri diritti di proprietà intellettuale alla fiera dell’ottica e occhialeria MIDO tenutasi a Milano dal 2 al 4 marzo. Gli interventi compiuti hanno consentito di individuare ben dieci società espositrici che presentavano occhiali riproducenti modelli e brevetti sviluppati e registrati da Silhouette, con validità sia in Europa sia in mercati extracomunitari.
Silhouette, the world leading premium rimless eyewear company based in Austria , carried out with Callegari & Martini law firm a successful IP rights enforcement action at the International Optics MIDO Fair which took place in Milan from 2 to 4 March. The operations led to find ten companies which were exhibiting frames in infringement of registered designs and patents owned by Silhouette and valid both in Europe and in extra-European countries. (...)
Il Consiglio Nazionale Anticontraffazione (CNAC) ha convocato a Milano per il 19 novembre gli Stati Generali della Lotta alla Contraffazione, con la partecipazione del Ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera.
In tale occasione verrà presentato il Piano Nazionale Anticontraffazione, che prende le mosse dalle priorità in materia di lotta alla contraffazione individuate da 13 commissioni tematiche operanti nell'ambito del CNAC: tutela del Made in Italy da fenomeni di usurpazione all'estero; enforcement; lotta alla contraffazione via internet; formazione alle imprese; comunicazione/ informazione/ formazione; rafforzamento del presidio territoriale.
I lavori si terranno nella Sala Volta del Palazzo delle Stelline, in Corso Magenta 61, a partire dalle ore 9.00. La partecipazione è libera, nei limiti dei posti disponibili, con prenotazione via e-mail all'indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
La Corte di Cassazione Penale, con sentenza n. 25273 dello scorso 26 giugno, ha negato tutela penale ex art. 473 c.p. ad un marchio non registrato, affermando che tale tutela richiederebbe la previa registrazione del marchio. Tale conclusione è difforme da quelle della più recente giurisprudenza penale e diametralmente opposta rispetto alle decisioni unanimi della giurisprudenza civile, posto che sia Giudici specializzati delle Sezioni Specializzate in Proprietà Intellettuale di Tribunali e Corti d’Appello civili, sia la Corte di Cassazione Civile riconoscono tutela ai marchi non registrati in conformità con quanto previsto dal Codice della Proprietà Intellettuale (D. Lgs. 30/2005).
Il caso giunto all’esame della Suprema Corte penale riguardava la contraffazione, sanzionata ex. art. 473 c.p. (“Contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell'ingegno o di prodotti industriali”), del noto logo a forma di cuore “Sweet Years”, riprodotto su un certo numero di capi di abbigliamento senza l’autorizzazione del titolare, titolare che però all’epoca dei fatti non lo aveva ancora registrato. In ragione di tale mancata registrazione, la Suprema Corte riforma la decisione della Corte d’Appello di Bari aderendo all’impostazione del Tribunale di primo grado che aveva ritenuto non sussistente il reato. (…)
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 15080/2012 pubblicata lo scorso 19 aprile, ha ribadito – seguendo un indirizzo già espresso in passato – che l’apposizione della scritta “falso d’autore” su prodotti industriali recanti marchi contraffatti non esclude l’integrazione del reato di cui all’art. 474 c.p. (che punisce “chiunque introduce nel territorio dello Stato, al fine di trarne profitto, prodotti industriali con marchi o altri segni distintivi, nazionali o esteri, contraffatti o alterati”).
La pronuncia prende le mosse da un caso di commercializzazione di profumi con marchi contraffatti recanti per l’appunto la scritta in questione. Il soggetto che li commercializzava si era difeso affermando che la presenza di tale scritta sarebbe stata idonea ad evitare la lesione della fede pubblica tutelata dall'art. 474 c.p., reato espressamente disciplinato nel codice penale nell’ambito dei “delitti contro la fede pubblica”, e quindi ad escludere la commissione del reato. (...)
Il Tribunale di Venezia ha recentemente emanato una sentenza (n. 2477/2011) in tema di contraffazione di brevetti che appare significativa per quanto attiene al risarcimento del danno.
La vertenza vedeva contrapposte due società vicentine, la Topp S.p.A. e la Nekos s.r.l., attive nel settore dell'automazione per serramenti. In particolare, la Topp aveva agito in giudizio per contraffazione di propri brevetti da parte di una serie di c.d. "attuatori" commercializzati dalla convenuta Nekos. (...)
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE), con sentenza odierna nelle cause riunite C-446/09 e C-495/09, ha precisato le condizioni per il blocco, da parte delle autorità doganali degli Stati membri della UE, di merci provenienti da Stati terzi e diretti ad altri Stati terzi, ma in transito o immagazzinate in un deposito doganale nella UE e costituenti violazione di diritti di proprietà intellettuale tutelati nella UE medesima. La domanda posta alla CGUE era sostanzialmente se tali merci, pur se non commercializzate nell'Unione, possano essere considerate contraffattorie - e quindi bloccate dalle autorità doganali - per solo per il fatto di essere introdotte nel territorio doganale dell’Unione.
Nella propria pronuncia la Corte ha ricordato innanzitutto che, in via generale, simili merci sono da ritenersi contraffattorie quando esse formano oggetto di un atto commerciale diretto verso i consumatori dell’Unione: una vendita, una messa in vendita o una pubblicità. Tuttavia, ha precisato la CGUE, le autorità doganali degli Stati membri hanno la possibilità di bloccare tali merci anche quando sussistono elementi da cui risulta che uno o più operatori coinvolti nella produzione, nella spedizione o nella distribuzione delle merci, pur non avendo ancora cominciato a dirigere tali merci verso i consumatori dell’Unione, è sul punto di farlo o dissimula le sue intenzioni commerciali. (...)
Ha fatto molto discutere il provvedimento del 29 settembre scorso con il quale il GIP della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova aveva disposto il sequestro di 493 siti web retenuti colpevoli di violare il marchio "Moncler". Il provvedimento, emanato su denuncia della Moncler S.p.A., aveva sostanzialmente accolto la prospettazione della denunciante secondo cui i siti in questione utilizzano il marchio Moncler nei propri nomi a dominio ovvero al loro interno per la commercializzazione di prodotti contraffattori, commettendo così i reati di "Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi" (art. 474 c.p.), "Vendita di prodotti industriali con segni mendaci" (art. 517 c.p.) e "Ricettazione" (art. 648 c.p.).
Il GIP aveva quindi disposto il sequestro dei siti in questione, da effettuarsi per "oscuramento" dei medesimi. Il PM aveva a sua volta notificato il provvedimento a 27 fornitori di servizi internet (Internet Service Providers, "ISP") perchè vi dessero esecuzione, in tal modo ponendo in sostanza tale onere a carico degli ISP. Da qui erano nate le contestazioni degli ISP, che lamentavano che simili provvedimenti (come quello di oscuramento del sito The Pirate Bay nel 2010) ponessero in sostanza a loro carico un ingiustificato onere di farsi "sceriffi" della rete internet, sostituendosi alle forze dell'ordine. (...)
Con ordinanza dello scorso 23 settembre, il Tribunale di Roma ha accolto la domanda cautelare avanzata da RAI, Milly Carlucci e Bailandi Entertainment s.p.a. nei confronti di RTI e Endemol (gruppo Mediaset) per violazione dei diritti sul programma RAI "Ballando con le Stelle" da parte del programma "Baila!" di Mediaset, di cui avevamo parlato qui in questo blog.
In sostanza, Milly Carlucci ed altri coautori di "Ballando con le Stelle" avevano avviato il giudizio chiedendo la tutela dei propri diritti d'autore sul programma; successivamente erano intervenute a fianco della conduttrice anche la RAI, che chiedeva la condanna delle controparti per concorrenza sleale per imitazione servile e storno di artisti, e la Bailandi Entertainment s.p.a. (licenziataria del format della BBC sul programma medesimo), per chiedere la tutela del format del programma e quindi l'emanazione di un ordine di inibitoria nei confronti di Baila! in quanto costituente contraffazione del format in questione.
E' stata finalmente pubblicata sull’Official Journal of the European Union la direttiva europea n. 2011/62 contro i farmaci falsificati, di cui avevamo parlato qui in questo blog, finalizzata sostanzialmente ad evitare che farmaci non originali possano entrare nella catena di distribuzione legale.
La direttiva, che entrerà in vigore il 21 luglio di quest'anno e dovrà essere implementata dagli Stati Membri entro gennaio 2013, punta su diversi strumenti, tra cui: i) l’introduzione di meccanismi di identificazione delle confezioni di farmaci originali; ii) il rafforzamento delle ispezioni negli stabilimenti autorizzati alla produzione di farmaci; iii) l’obbligo per produttori e distributori di segnalare ogni farmaco sospetto; iv) l'obbligo dei produttori di medicinali di predisporre idonei sistemi di ritiro dal commercio di eventuali medicinali falsificati; v) l'bbligo degli Stati Membri di imporre sanzioni effettive contro chi produce, importa e/o commercializza medicinali falsificati. (...)
Al porto di Trieste sono state sequestrate in questi giorni alcune migliaia di capi di abbigliamento in contraffazione del marchio "Lacoste", per un valore complessivamente stimato di 900.000 euro. Quanto emerge dal comunicato stampa pubblicato oggi sul sito dell'Agenzia delle Dogane in relazione a tale sequestro è che il risultato sarebbe stato ottenuto grazie ai sistemi informatici dell'Agenzia delle Dogane che controllano i flussi di merce in entrata e che effettuano un'analisi dei rischi, indirizzando così le operazioni di controllo doganale.
Gli strumenti informatici di analisi dei rischi di cui si serve l'Agenzia delle Dogane per intervenire sulla merce contraffatta in entrata nel nostro paese sembrerebbero così confermare la loro efficacia, soprattutto se combinati alle informazioni contenute nella banca dati facente parte di AIDA (Automazione Integrata Dogane e Accise), dove sono caricati tutti i dati, anche di ordine tecnico, relativi ai prodotti originali a rischio di contraffazione.(…)